Ettore Lazzaro: la Fondazione di Comunità? Un ruolo di regia condivisa per la svolta della Saccisica

Data: 20 Jun. 2025

Intervista al Sindaco di Codevigo e Presidente del Tavolo dell’Intesa Programmatica d’Area (IPA) della Saccisica. Lazzaro racconta la visione di un territorio che vuole crescere insieme.

Presidente, cos’è per lei la Fondazione di Comunità della Saccisica?

La Fondazione rappresenta, per me, il cuore operativo di una comunità che ha scelto di investire su sé stessa. È un ponte tra istituzioni, imprese e cittadini. È lo strumento che può generare valore condiviso attraverso progetti capaci di migliorare la qualità della vita nel nostro territorio.
Parlo sia da imprenditore che da sindaco: vedo nella Fondazione un’occasione concreta per unire
le forze, valorizzare le risorse locali e costruire una rete innovativa e solidale.
Come Presidente del Tavolo IPA voglio contribuire affinché diventi un punto di riferimento per l’intera area Saccisica: un “orecchio” che ascolta i bisogni del territorio e risponde con visione, coerenza e concretezza.

 

Che ruolo potrà avere nel territorio?

Questa è la sfida vera. I comuni ci hanno creduto: Piove di Sacco in primis, grazie all’impegno dell’allora assessore Luca Carnio, io ero vicesindaco di Codevigo e ho voluto che il nostro comune fosse tra i soci fondatori.
Il ruolo della Fondazione potrebbe essere quello di regia nello sviluppo locale: turismo, welfare, comunità energetiche… tutto ciò che può migliorare la vita delle nostre comunità. La vedo non solo come un “ente erogatore”, ma una piattaforma partecipativa, dove cittadini, imprese e realtà locali potranno costruire insieme progetti culturali, economici, sociali.
La Saccisica ha enormi potenzialità: serviva un catalizzatore, la Fondazione può diventarlo.

 

Uno dei temi centrali è il turismo. Lei è Sindaco di Codevigo, dove si trovano Valle Millecampi, la spiaggia della Boschettona e i Casoni: luoghi di grande fascino.

Sì, sono luoghi suggestivi e con una forte capacità attrattiva. Il turismo è una delle leve su cui dobbiamo puntare, e parlo da “addetto ai lavori”:15 anni fa, quando aprii il mio agriturismo, in pochi credevano che si potesse fare una vacanza e dormire nelle campagne di Codevigo. Oggi i numeri dimostrano il contrario.
Ed è chiaro che un singolo Comune da solo non può bastare. La Fondazione nasce anche da questa consapevolezza: mettere insieme bellezze, esperienze, risorse per proporre un’offerta turistica integrata e distintiva. Penso al turismo lento, al turismo ambientale. C’è una domanda crescente di esperienze autentiche, silenzio, natura. E poi non dimentichiamo: i nostri territori sono attraversati ogni giorno da flussi di turisti stranieri, grazie alla Romea, alla Piovese, alla
Cavarzerana… Dobbiamo imparare a intercettarli. La Fondazione può essere il motore per far
crescere questo tipo di progetti.

 

Come si possono integrare le azioni della Fondazione con il ruolo delle istituzioni comunali del territorio?

La Fondazione deve essere vista come un alleato strategico delle amministrazioni, non come un ente parallelo. Può raccogliere, coordinare e dare continuità alle idee di sviluppo che nascono dalle amministrazioni locali, valorizzando la visione dei sindaci senza essere legata ai tempi brevi di un mandato.
La vera forza sarà nella sinergia: unire e far dialogare pubblico e privato, cittadini e istituzioni, per costruire una regia condivisa dello sviluppo locale. Se riusciremo in questo, allora la Fondazione potrà diventare l’anello di congiunzione tra il presente e il futuro del nostro territorio. E non solo un’opportunità, ma una visione che cammina.