Il 2025 si chiude guardando avanti: nasce la visione della “Destinazione Saccisica"

Data: 04 Dec. 2025

Nell’ultima newsletter dell’anno vogliamo raccontare l’incontro del 7 novembre “Turismo in Saccisica” perché rappresenta uno snodo essenziale per uno dei quattro pilastri su cui si fonda la Fondazione di Comunità ovvero il turismo, che non è un settore come gli altri, ma un punto di convergenza che tiene insieme ambiente, cultura, identità, economia locale e senso di appartenenza.

 

Un territorio che vuole diventare “destinazione”

L’idea di costruire una “Destinazione Saccisica” è emersa con forza. Una visione condivisa, sostenibile, coerente con le strategie regionali e capace di raccontare un’identità autentica. Attorno a questo obiettivo si sono ritrovati istituzioni, esperti e operatori locali, interrogandosi su come far percepire - ai cittadini e ai visitatori - il valore unico del territorio.

 

La Fondazione come architrave della comunità

La necessità di passare dalla visione all’azione è stata al centro dell’intervento introduttivo, che ha richiamato l’impegno della Fondazione nel “mettere a terra” progetti concreti, valorizzando il contributo pubblico e privato. In questa cornice, gli asset su cui l’ente lavora - ambiente, coesione sociale, cultura, patrimonio, formazione ed economia locale - compongono un’unica architettura di sviluppo nella quale il turismo svolge un ruolo trasversale. Un approccio illustrato dal Presidente Luigi Rossi Luciani, che ha invitato a leggere il turismo non come un settore isolato, ma come un moltiplicatore di valore per tutto il territorio.

 

Un sostegno istituzionale unanime

Il clima emerso dai saluti istituzionali è stato di piena convergenza. Si è parlato di collaborazione, di progetti già in corso, come quello dedicato al Cason delle Sacche e a Isola Millecampi sostenuto dalla Fondazione Cariparo, e della volontà condivisa di dare continuità a un percorso che, per funzionare, richiede unità di intenti tra Comuni, Provincia e IPA Saccisica. Un messaggio arrivato da Lucia Pizzo, Daniele Canella ed Ettore Lazzaro.

 

“Il turismo è trasversale a tutto. Non si parte da zero”

Uno dei passaggi più significativi ha riguardato il metodo. Secondo il Direttore Luciano Gallo, per costruire una destinazione non si riparte da zero, ma si valorizza il tanto che è già stato fatto nel tempo da Comuni, enti, imprese e associazioni. La Fondazione vuole essere una cerniera tra passato, presente e futuro, capace di concentrare energie e risorse. A questo si aggiunge un tema cruciale: la necessità che i Comuni riconoscano formalmente la Fondazione come “braccio operativo” del turismo. Solo così sarà possibile lavorare in modo coordinato con Regione e DMO di area vasta, definire un’identità turistica chiara e individuare prodotti turistici appetibili per i target giusti.

Da qui la riflessione sul ruolo della Fondazione come possibile braccio operativo del turismo, elemento essenziale per dialogare con Regione e DMO e per definire prodotti turistici realmente riconoscibili.

 

L’indirizzo della Regione

Il tema della governance ha trovato ulteriore sviluppo con il contributo della Regione Veneto. Al centro non c’è una logica gerarchica, ma un metodo che consente a più livelli di operare in modo complementare: nazionale, regionale, DMO e territorio. Inserirsi in questo sistema multilivello è la sfida - e l’opportunità - per la Saccisica, chiamata a lavorare come marchio d’area e a investire su strumenti concreti come IAT, DMS e progetti di promozione. Una prospettiva tracciata da Stefan Marchioro.

 

Tavola rotonda: Genius loci, identità e prodotto turistico

Il dibattito si è poi aperto sul tema dell’identità.
È emerso il valore di una gastronomia radicata nelle materie prime locali, proposta da Piergiorgio Siviero come possibile leva distintiva; l’importanza di luoghi capaci di trasformare il soggiorno in un’esperienza immersiva, come ricordato da Lucia Convento; la necessità di una narrazione culturale unitaria, richiamata da Alessandra Vedovato.
Sul fronte del cicloturismo, l’attenzione si è spostata sulle infrastrutture: un territorio è davvero bike friendly solo quando le sue piste sono sicure e utilizzate quotidianamente dai residenti, osservazione portata da Pierpaolo Romio insieme al tema della cultura della mobilità sostenibile. 

 

A conclusione dei lavori, si è tornati sul concetto più importante: questo incontro non rappresenta un episodio isolato, ma l’inizio di un metodo condiviso, strutturato e multilivello. Una visione ribadita da Claudia Baldin, che ha ricordato come il turismo possa funzionare solo se riconosciuto come un progetto dell’intera comunità.